Ogliastra

E di nuovo sprazzi di dolcissima nostalgia per quel pezzo di terra del niente e del tutto.  In bocca il sapore del cibo che mi son portata a casa e nella pancia la sensazione che me ne resta un po’ di meno. Ed ogni morso è un piccolo addio, terra mia bellissima. Resta così, immobile ed aspettami.

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Le cose

L’odore della pancetta quando inizia a scricchiolare nel tegame. La pelle di mia figlia. Le nubi all’alba. La Sardegna. I miei piedi. Le preghiere spontanee. La verità. Il letto. Il coniglio fritto. I progetti. Le balene. Il silenzio. L’affetto. I libri. I sogni. Il vino. I riferimenti. Gli errori riparabili. Il caffè. Le ciabatte. Le tane. Il sesso improvvisato. Le impronte di animali sulla sabbia. Il divano. Faber. La libertà. L’ironia. L’oca al forno. Il pane e l’olio. Il tempo perso. Il mare. I capelli di mia figlia. L’odore di certa pioggia. Gli orti. Il vento. L’assenza di bisogni. Gli animali liberi. Gli sguardi coraggiosi. Le parole simili. Le cose diverse. Il coraggio di aver paura. Le rane fritte. Il pesce.

Sere

Sere in cui non sai che fare, che mangi a caso, pane, peperoni, cipolla e ti ritrovi a ridere guardano vecchi video di Troisi bevendo birra mentre il tramonto si appoggia tutt’ intorno. E capisci che di lì forse è passata la felicità, che pareva vento e sicuramente la serenità fra le maniche della maglia che ti infili quando la serata diventa fresca fra un rotolar di suoni gentili. E di tutto questo tu hai vissuto, respirato, senza alcun pensiero. Grazie.