Desiderio d’amore

Lei desiderava un sorriso. Una musica muta. Una riva di mare. Per bagnarsi. Il suo amore impossibile. I suoi piedi nudi e piagati. I suoi meschini capelli. Lei ignorava che il ricordo è un ferro piantato alla porta. Non sapeva nulla. Della perfezione del passato, del massacro delle notti solitarie. Non sapeva che il più grande desiderio è un niente che s’inventa stranissime cose.

(Alda Merini)

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[…] Era quel tempo dell’anno – il culmine dell’estate – quando il raccolto dell’anno in corso s’è già definito; quando cominciano le cure della semina per l’anno prossimo, ed è vicina la falciatura; quando la segale ha spigato tutta e, grigio-verde, s’agita al vento con una spiga non granita, ancora leggera; quando le verdi avene, coi cespugli d’erba gialla sparsi in mezzo a esse, escono fuori inegualmente per le tardive seminagioni; quando il precoce grano saraceno matura già, nascondendo il terreno; quando i maggesi, battuti dal bestiame fino a diventare pietra, con le strade impressevi che l’aratro semplice non intacca, sono arati a mezzo; quando i mucchi seccati di letame portati fuori odorano all’alba insieme con le erbe melliflue, e nei luoghi bassi stanno, aspettando la falce, come un mare ininterrotto, le praterie tenute da conto coi mucchi nereggianti degli steli dell’acetosella sarchiata.[…]

(Lev N. Tolstoj – Anna Karenina)