La donna di scorta

“Tutto quello che desiderava era restare lì con lei.
Potevano farlo insieme il caffè,lui era bravo.
E poi sdraiarsi sul divano,parlare dei giorni.
Vivere con lei ogni giorno.
Senza più risparmiare.
E fuori la sera che arrivava.
E la luce che si doveva accendere.
E la cena che avrebbero preparato.
E il bicchiere d’acqua sul comodino.
E lei che durante la notte si sarebbe svegliata chiedendone un po’.
desiderava così poco.
Ma sapeva benissimo che doveva andarsene.
La giornata era finita”.

(Diego de Silva)

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Peccato

Ho peccato, peccato, quanto piacere
nell’ abbraccio caldo e ardente ho peccato
fra due braccia ho peccato
accese e forti di caldo rancore, ho peccato.
In quel luogo di buio silenzio appartato
nei suoi occhi colmi di segreti ho guardato,
nel palpito del petto furioso il mio cuore
tremava nei suoi occhi di desiderio in preghiera.
In quel luogo di buio silenzio appartato
accanto a lui al suo fianco sconvolta
la sua bocca desiderio versava tra le labbra mie,
scappata, io, dalle pene del folle mio cuore.
Gli sussurrai piano piano la melodia dell’amore:
ti voglio, ti voglio, anima mia
ti voglio, ti voglio, abbraccio che infiamma
ti voglio, amore mio pazzo.
Il desiderio nei suoi sguardi fiamme avvampava,
il vino nero nella coppa tremava e danzava.
Il mio corpo sul tenero letto
sul suo petto ubriaco oscillava.
Ho peccato, peccato, quanto piacere
accanto all’estatico fremito di un corpo.
Oddio, mio Dio, che cosa ho mai fatto
in quel luogo di buio silenzio appartato?
Forough Farrokhzad