I tuoi occhi di ceramica, le tue membra lussuose

I tuoi occhi di ceramica, le tue membra lussuose
la tua vigliacca pelle fanno di me il più forte
degli schiavi d’amore. Impertinente fu la mia
vita finché si scontrò con la tua lussuria, tetto
coniugale con tutte le carte in ordine. Il disordine
della mia passione attirò il tuo petto di bracie
le mie sconvolgenti frasi d’imploro commossero
i tuoi occhi pieni di lacrime, cibo preferito
degli dei scanzonati. Una canzone avvolse la
mia mira nella tua rete; tu la rompesti, avvolgendola
nel tuo cuore di uomo con tutte le carte in
un disordine tipico del tuo cuore senza amore.
Amare frasi andai ripetendo finché non ti rintracciai
sul tuo trono di viande e di disperazioni. Due
azioni mi portarono vicino a te: la tua frase
ignorante e il tuo cuore di tufo, seppellito
oramai nelle mie lunghe braccia trionfanti d’amore
e di lussuria regina della notte e delle stelle.

Amelia Rosselli

(da Variazioni belliche, 1964)

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