Geografia

Stamattina mi sono alzata presto, per studiare geografia con mia figlia. Era un’ operazione da farsi ieri sera, ma le lacrime, la stanchezza, la paura di non farcela rendevano vana ogni rilettura delle poche righe da memorizzare. Per cui ho prodotto una magia: “leggiamo 2 volte il testo attentamente e poi dormiamo vicine vicine. Domani mattina ci alziamo presto ed entrambe ricorderemo perfettamente la lezione e risponderemo alle domande del testo”. “Sei sicura mamma ?”. “Assolutamente”. No, assolutamente no che non lo sono, ma tu hai paura ed hai bisogno di sicurezza ed io quella ti darò. Ore 5.50 mi sveglio prima che suoni la sveglia, indosso i vestiti più caldi e vicini che trovo e vado a svegliare mia figlia. “Geografia, topolino, vestiti”. Scendo, accendo il riscaldamento che porta pensieri positivi e le preparo un succo alla pesca che addolcisca il compito. In realtà il mio ruolo è più psicologico che altro: lei ricorda perfettamente tutto, perchè se credi nelle magie, la maggior parte del lavoro è fatta. Io le leggo le domande e lei scrive le risposte, mentre io sfoglio il suo libro di geografia scoprendo mille posti nei quali vorrei andare. E poi mi viene in mente quando 12 anni fa mi alzavo nel cuore della notte per allattarla, la maggior parte delle volte in lacrime perchè ero talmente vuota, o piena di me, è la stessa cosa, che soffrivo del fatto che quella non fosse più l’ora di rientro dalla discoteca, ma l’ora in cui nutrire mia figlia. Ora, ripensandoci, avverto la sciocchezza del mio stato d’animo. Non è divertente, e nessuno può inventare il contrario, ma è quello che serve, è vita. 12 anni fa latte, oggi sicurezza. Sono orgogliosa della mia stanchezza di stasera, qualche ora di sonno in cambio di serenità. Impagabile. Per tutto il resto, c’è….

Annunci

Amami

Amami
senza ritegno
come parola indecente e sussurrata,
come cosa morta
raccolta da terra.
Amami
come si ama l’inevitato
o un ultimo respiro,
senza chiederne il motivo
senza consolazione.
Amami
come i pazzi folli d’amore,
non con la saggezza antica
di chi conserva inverni e guarigioni,
ma come gli uragani che violentano la terra.
Amami
disperdimi come sale e neve,
amami quando sono aquila lontana e carezzo le nuvole,
quando sono seme di terra rorida,
quando sono inverno.
Amami
non essere ombra diafana
diventa il mio tutto,
il mio capolavoro.
Guido Mazzolini

Abbraccia l’Incertezza

Se c’è qualcosa che paralizza le persone, impedendo loro di darsi da fare e inseguire i propri sogni, è la paura dell’ignoto.

Inevitabilmente, quando si tratta di vivere la vita che davvero vorremmo vivere, la strada da seguire non è mai ben definita.

Di fronte a una situazione di’incertezza, la risposta naturale e immediata del tuo cervello (di quella parte che ti sussurra sempre di stare attento) è la paura e il rifiuto.

Una parte del tuo cervello non vuole assolutamente uscire dalla propria zona di confort, non desidera affatto che tu cambi.

L’aspetto più bizzarro e complicato di tutto ciò è che solitamente questa paura e questo rifiuto non si manifestano in forme drammatiche o fortemente emozionali.

Al contrario, la paura e il rifiuto dell’incertezza si rivelano in modo molto più subdolo e destabilizzante.

Probabilmente si manifestano così:

  • Ancora un pò di TV e poi mi metto al lavoro
  • E’ ormai arrivata l’estate, mi dedicherò alla forma fisica a settembre
  • Sono troppo stanco stasera per uscire e incontrare altre persone
  • Un giorno in più di cibo spazzatura e poi inizierò la mia dieta


Il nostro cervello conosce alla perfezione tutti i trucchi migliori per impedirci di rischiare su tutto ciò che non è una scommessa sicura e vincente.

Il nostro cervello sa benissimo che per tenerci lontano dall’incertezza non deve convincerci che le nostre idee siano folli, gli è sufficiente insinuarci il dubbio e indurci a rimandare le nostre iniziative.

E ‘un trucco estremamente brillante, in realtà, perché può essere ripetuto ogni giorno e una parte di noi è molto contenta di cadere nella trappola. Perché ci aiuta a non prendere rischi, a rimanere al sicuro.

Navigare su Facebook, guardare la TV, mangiare uno snack, fumare una sigaretta sono tutte attività che rendono il tuo cervello molto felice e che ti allontanano dall’incertezza, ma anche dai tuoi sogni.

Io sono il primo a essere vittima di questi trucchi: anche ora mentre sto scrivendo questo post, una parte del mio cervello mi dice di accendere la TV e lasciar perdere quello che sto scrivendo.

E’ molto più facile e comodo spingere i tasti del telecomando o rimanere sdraiati sul divano con un pacchetto di patatine piuttosto che darsi da fare per avviare un’impresa, scrivere musica, scalare una montagna o dipingere un quadro.

E’ molto più facile e comodo, indubbiamente. Ma è questo quello che vuoi? Non vuoi prendere in mano la tua vita e inseguire i tuoi sogni, sentirti vivo e pieno di entusiasmo?

L’unico modo per sconfiggere quella parte di noi che vuole tenerci ancorati è rovesciare la prospettiva. Dobbiamo imparare a sguazzare al di fuori della nostra zona di confort e dobbiamo cominciare a tuffarci nell’ignoto.

Dobbiamo abbracciare l’incertezza, cercare nuove opportunità e assumere rischi in ogni cosa che facciamo. Senza paura.

Piuttosto che cercare nuovi modi per essere al sicuro, dobbiamo cercare costantemente nuovi modi per trovarci nell’incertezza e affrontare l’ignoto.

E scoprirai che è divertente uscire dalla tua zona di confort.

Abbracciare l’incertezza significa proprio questo. Non significa solamente riconoscere o accettare che devi affrontare l’ignoto per realizzare i tuoi sogni.

Abbracciare l’incertezza significa trovare gioia, piacere ed entusiasmo nell’avventurarsi in situazioni nuove e inesplorate e scoprire il mondo in tutta la sua imprevedibilità.

A differenza di ciò che ci hanno sempre voluto far credere, nella vita nulla è garantito, anche quando sembra sicuro e confortevole.

E se questo è vero, non è allora forse il momento di alzarsi dal divano e iniziare a darci da fare per realizzare qualcosa di grandioso per noi e per gli altri?

(da http://www.vivizen.com)

Ovviamente tutto quanto sopra scritto vale per  coloro che leggeranno il post, ma non per chi l’ha scritto, ovvero “incollato”, troppo ingessato nelle proprie confortevoli posizioni mentali!!!!

La settima notte – Alina Reyes

Scrivere libri erotici non è affatto semplice:  ci si deve mantenere in equilibrio su di una linea da una parte della quale scorre la pornografia e dall’altra la storia d’amore o comunque il sentimento. Alina Reyes di erotismo ne sa e tipicamente ne sa scrivere bene, ma in questo libro temo sia scivolata parecchie volte al di fuori di questa linea creando un guazzabuglio di sesso, amore, che tale non è, e pornografia. Racconta la relazione con questo corpo maschile, non definibile uomo in quanto non sappiamo nulla di lui se non che sicuramente non è timido, dichiarando per esso un amore che di fatto è febbrile attrazione fisica. Nessuno spazio alle personalità dunque, nessun elemento oltre alle sensazioni fisiche, agli umori prodotti, cosa che andrebbe senz’altro bene se poi non si sciogliesse in dichiarazioni d’amore ogni poche righe. Quando Anais Nin scrisse la raccolta di racconti “Il delta di Venere” per un ignoto committente, questo insisteva perchè ci mettesse più sesso e meno poesia, ma la Nin non assecondò  questa richiesta, scrivendo, fra l’altro, racconti magnifici. Non così la Reyes in questo libro, sicuramente ricco di spunti, ma che risulta poco più di un diario confuso degli insaziabili appetiti sessuali dell’autrice.  Niente a che vedere con “Il Macellaio”.

Fiesta – Ernest Hemingway

Sono ancora indecisa su questo libro. Lascia un restrogusto gradevolissimo, ma durante la lettura questo senso del nulla, questa ricerca di emozioni, queste giornate passate fra sedute al bar discorsi talvolta colti, talvolta  sterili, gli amori celati o sfacciatamente esposti, il tutto che è niente e viceversa, ho avuto difficoltà a capirlo. Ma credo che leggerò dell’altro di questo signore.

Accabadora – Michela Murgia

Splendido libro sardo che unisce in maniera elegantissima realtà e magia, supestizione ed antiche usanze. Da rileggere all’infinito. L’accabadora, colei che pone fine, in questo caso alla vita, di coloro che ormai solo sopravvivono. Omicidio o gesto di pietà ? E’ il quesito che percorre questo splendido, magico libro.

PS: Michela Murgia sarà opinionista alle “Invasioni Barbariche” di Daria Bignardi che inizieranno su La7 Venerdì 1 Ottobre 2010. Non me le voglio perdere.

Donne – Charles Bukowski

Raccolta fra il reale e l’immaginario (io credo + reale che immaginario), delle esperienze sessuali dello scrittore. Le definisco sessuali e non amorose perchè lui per primo, anche di fronte ad una relazione “duratura” sostiene non si tratti di amore, ma al più di coinvolgimento. Un Bukowski arido di sentimenti, o che tale vuole apparire, sempre pronto e disponibile, anzi quansi ansioso di scopare qualunque donna gli passi accanto per il puro piacere fisico. In realtà raramente lo si legge soddisfatto dai suoi amplessi, talvolta addirittura vanificati dal troppo bere.  Questa mancanza di gentilezza e stima sessuale verso la donna è poi bilanciata da una generosità quasi infantile per cui si rende sempre disponibile a tendere una mano alle donne che gliela chiedono nonchè a mantenere le più indigenti e instabili senza aspettarsi nulla in cambio. Umile, geniale,  volgare, scomodo.