Vado per il tuo corpo

Vado per il tuo corpo come per il mondo,
il tuo ventre è una spiaggia soleggiata,
i tuoi seni due chiese dove il sangue
celebra i suoi misteri paralleli,
i miei sguardi ti coprono come edera,
sei una città che il mare assedia,
una muraglia che la luce divide
in due metà color di pesca,
un luogo di sale, roccia e uccelli
sotto la legge del meriggio assorto,
vestita del colore dei miei desideri
vai nuda come il mio pensiero,
vado pei tuoi occhi come per l’acqua,
le tigri bevono sogni in quegli occhi,
il colibrì si brucia in quelle fiamme,
vado per la tua fronte come per la luna,
come la nube per il tuo pensiero,
vado per il tuo ventre come per i tuoi sogni,
la tua gonna di mais ondeggia e canta,
la tua gonna di cristallo, la tua gonna d’acqua,
le tue labbra, i capelli, i tuoi sguardi,
tutta la notte goccioli, tutto il giorno
apri il mio petto con le tue dita d’acqua,
chiudi i miei occhi con la tua bocca d’acqua,
sulle mie ossa goccioli, nel mio petto
affonda radici d’acqua un albero liquido,
vado per la tua strada come per un fiume,
vado per il tuo corpo come per un bosco,
come per un sentiero nel monte
che in un brusco abisso finisce,
vado per i tuoi pensieri assottigliati
e all’uscita dalla tua bianca fronte
la mia ombra abbattuta si strazia,
raccolgo i miei frammenti uno a uno
e proseguo senza corpo, cerco tentoni, […]

(Octavio Paz)

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