Il Macellaio – Alina Reyes

Riletto e riscoperto dopo diversi anni. Splendido racconto erotico divorabile in un’ora, purtroppo. Casualmente letto poco dopo i racconti di Anais Nin, trovo netta la contrapposizione fra le due scrittrici, pur amandole entrambe. Per la Reyes la passione nasce dalla carne, in quanto tale e diventa sensazione, senso, erotismo. Per la Nin il passaggio è quasi inverso: la passione porta poi alla carne, alla fusione. Più asciutta e ruvida la prosa della Reyes, qualcuno direbbe  volgare, più sfumata la Nin. Trovo comunque il racconto, per gli amanti del genere, notevole.

“Mi rilassai completamente. E lu mi mise le labbra carnose, l’umidore della lingua nel cavo delle braccia, sotto il seno, nel collo, dietro le ginocchia, fra le natiche, mi mise la bocca dappertutto, da un capo all’altro della schiena, all’interno delle gambe, fino alla radice dei capelli. Mi adagiò sulla schiena, per terra, sulle mattonelle calde e scivolose, mi solleò le reni con le mani, le dita fermamente piantate nei fianchi, fino alla colonna vertebrale, i pollici sul ventre; mise le mie gambe sulle sue spalle e mi posò la lingua sulla vulva. M’inarcai bruscamente. L’acqua della doccia mi colpiva con dolcezza, migliaia di volte, sul ventre e sul seno. Lui mi leccava dalla vagina al clitoride, con regolarità, la bocca incollata alla grandi labbra. Il mio sesso diventò una superficie erosa da cui grondava il picere, il mondo somparve, io non ero nulla più che quella carne viva, da cui ben presto sgorgarono gigantesche cascate, una via l’altra, di continuo, una via l’altra, all’infinito.”

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“L’inchiostro che cola da me: anche per il più misantropo, scrivere è amare! E colui che scrive, meglio ama, più di ogni altro…da quel ricordo ho scritto sempre per dire che amavo, nelle mie lettere, in tutti i testi brevi, nei miei romanzi, al punto di non sapere molto bene se scrivo per amare meglio, o se amo per scrivere meglio! ”
(Fughe d’amore – di Alina Reyes)

Per te

Per te – forse dormi adesso in una nuvola
di sogni di lana – non scrivo solo questa poesia.
Per te trionfante, sorridente, bella,
me per te persino triste, sconfitta
(anche se non capirò mai
chi potrebbe sconfiggerti!),
per te senza fiducia né pace,
per te scrivo una poesia dopo l’altra,
come se volessi un giorno – come una tartaruga
– giungere, con l’aiuto di parole imperfette
e immagini, lì, dove tu sei già da tanto,
lì, dove ti ha portato il lampo della vita.
(Adam Zagajewski)

Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle. Fernanda Pivano intervista Charles Bukowski

Un “Hank” sincero fino allo sgradevole, come sempre, non per me in ogni caso.  In quest’intervista si mostra a 360° nel bene e nel male, non perchè desideri farlo, ma perchè non ritiene vi sia altro modo di mostrarsi. Il 90% della vita è scrivere, sostiene, ed il restante 10% è aspettare di scrivere. Tutto il resto non ha importanza. Vita, morte, genere umano. Niente. Forse le corse dei cavalli. Quelle si. Gli fanno sentire qualcosa. E’ oltre la passione, è la passione stessa, con tutta la maledizione che questo comporta. Molto interessante.

Al Bistrot dopo mezzanotte – Un’antologia francese – Joseph Roth

Splendida raccolta di racconti e aritocoli in cui l’autore descrive in una prima parte le “città” bianche francesi, per poi passare agli uomini della storia, agli avvenimenti politici. Estremamente pungente.

” questi feuilleton francesi sono racconti perfetti, increspati da un impagabile humour e da spiazzanti paradossi, gremiti di suoni e colori, odori e sapori: reti di nere cozze sgocciolanti e lupi di mare nel porto di Marsiglia; aromi di caffè, Pernod e acquavite nei bistrot parigini dove, dopo mezzanotte, si raccolgono gli esuli d’Europa; il bel mondo della Costa Azzurra con le sue vecchie cariche di brillanti e stuoli di cagnolini al seguito; l’alta stagione a Deauville con Monsieur Citroen che perde sempre al Casinò e regala un’automobile a ogni croupier; toreador vili e cialtroni nelle corride di Vienne (in cui le simpatie di Roth vanno naturalmente al toro) ; suonatori cosacchi di nostalgiche balalaiche; indossatrici che “seducono con caviglie moralmente corrotte” e femmine nude nei “luoghi di perdizione più ameni del mondo”.

(da Bol.com)

Le parole per dirlo – Marie Cardinal

Racconto del percorso di psicanalisi di una donna ormai ritenuta e ritenentesi pazza, che ripercorre la sua vita, scoprendo, ricordo dopo ricordo, profumo dopo profumo, i nodi che le hanno stretto sempre di più la mente e la gola. Un’ esperienza raccontata in prima persona dalla protagonista, certamente romanzata che mi è piaciuta moltissimo, nonostante non ami il genere,

Henry & June – Anais Nin

Ovvero l’estratto del diario di Anais Nin che racconta la passione per Henry Miller e per la di lui moglie June. In realtà si è molto malignato  maliziato attorno a questo triangolo che, sopratutto fra le due donne è più che altro cerebrale, una sorta di ruota paura/amore/attrazione che ruota sempre e comunque intorno a Miller. Molto forte e potetente la passione per Henry Miller, per il quale Anais si trasforma costantemente cercando di soddisfarlo in ogni modo. Eccezionale la profondità e la passionalità della donna, della femmina, al limite della follia. Splendido la costante presenza di una sorta di poesia e di una sorta di animalità. Ho trovato alcuni punti eccessivamente analitici, ma Anais rimane comunque una donna e una scrittrice di rara intensità.