[…] Chiede di rivedermi. Quando aspetto nella poltrona della sua stanza, e lui s’inginocchia a baciarmi, è più strano di tutti i miei pensieri. Con la sua esperienza mi domina. Mi domina anche con la sua mente, e io sono ridotta al silenzio. Mi sussurra cosa deve fare il mio corpo. Io obbedisco, e nuovi istinti si risvegliano in me. Mi ha concquistata. Un uomo così umano; e io, all’improvviso, sfacciatamente naturale. Sono stupita di ritrovarmi sdraiata sul letto di ferro, con la mia sottoveste nera consunta e stropicciata. E la parte più segreta di me infranta, per un momento, da un uomo che si definisce “l’ultimo uomo sulla terra”.[…]

Anais Nin – Henry & June

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