Per piacere

Vent’anni fa veniva svelato il mistero del senso più enigmatico, l’olfatto: Richard Axel e Linda Buck (che vinsero il Noble nel 2004) scoprono i meccanismi fisiologici di percezione degli odori. Una rivoluzione scientifica che ha influenzato anche il mondo della cosmetica. Da tempo, infatti, la percezione sensoriale è un punto fisso nella produzione di creme e fragranze. Se da un lato la ricerca punta a obiettivi sempre più ambiziosi dal punto di vista dell’efficacia, dall’altro si concentra sulla piacevolezza in tutti i sensi: texture e aromi gradevoli, packaging seduttivi alla vista e al tatto, formule capaci di effetti benefici sulla psiche. Lo scorso giugno la cosmetica sensoriale è stata argomento di un intero congresso organizzato nella Cosmetic Valley, la Silicon Valley della bellezza, nel cuore di Francia, dove si concentrano 180 laboratori e più di cinquemila ricercatori che studiano e producono creme, profumi, trucchi per le più grandi aziende mondiali. Durante i quattro giorni del Cosmetic and Sensory Congress si è dibattuto sulla percezione, si sono teorizzati i concetti di “confortevole” e “benessere”, indagate le applicazioni industriali della polisensorialità. A conferma della continua ricerca del piacere nell’industria della bellezza Laurent Nogueira, responsabile della comunicazione scientifica Givenchy Parfums, dice:”Abbiamo diversi centri di valutazione cosmetica dove si valutano le texture da un punto di vista puramente sensoriale. Per farlo ci sono molti metodi, come misurare la quantità di cortisone presente nella saliva dei partecipanti ai test, spia di sensazioni positive. Oppure si usa la risonanza magnetica per evidenziare le aree del cervello stimolate dall’uso del cosmetico in questione”.

Quando si approccia il piacere è facile sconfinare dal sensuale al sessuale, ambito in cui le aziende cosmetiche scivolano sempre piuttosto volentieri. Così, i profumi cercano di imitare i feromoni e le creme corpo sono sexy di nome e di fatto. […]

E a proposito di massaggio, per qualcuno la cura cosmetica del corpo mira a una sorta di benessere autoerotico:”La pelle femminile è dieci volte più sensibile di quella maschile”, dice Tania Bianchi dell’Aispa (Ass. italiana di sessuologia e psicologia applicata) […]. “Massaggiare la crema è un’attenzione verso se stessi che mette in circolo un cocktail chimico di endorfine e dopamine dall’effetto benefico. Non solo, proprio come i preliminari, rilassa, accresce l’autostima e, di conseguenza, aumenta il desiderio e migliora le prestazioni”. D’ora in poi guarderemo il tubo dell’idratante con occhi diversi.

(Michela Motta- Vanity Fair n. 4 03/02/10)

Quindi in realtà io sono una rilassatissima ancorchè idratata e autostimantesi dea del sesso.

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