Il conto delle minne – Giuseppina Torregrossa

Buono, buono, buono. Bellissimo libro. La storia di una famiglia siciliana raccontata da e attraverso le sue donne, dolce come il ripieno delle “minne di S.Agata”, le cassatelle a forma di seno preparate ogni anno in onore della santa, ma anche dura, drammatica, complicata. Il passaggio da una generazione all’altra scandito dagli insegnamenti, dai modi di dire, dalle ricette tramandate. Davvero bello… e buono…

“… devi sapere che gli uomini, se non ci provi piacere quando ti toccano, si sentono mezzi masculi, ma guai a te se ci provi piacere, perché allora ti collocano tra le buttane”

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Le padrone del vapore – Augusto Bianchi Rizzi

Raccolta di interviste a ventiquattro donne che raccontano senza inibizioni le lore esperienze e fantasie sessuali. Un libro che lascia l’idea che tutte scopino come i ricci, tendenzialmente a gruppi, non disdegnando l’acrobazia e considerando il rapporto lesbo come il kebab: prima o poi almeno una volta lo devi provare ! A parte questo ho trovato il libro un pò costruito, artificiale, monotono, poco curioso. Le mia però è sicuramente invidia. Leggetelo.

L’amore a Londra e in altri luoghi – Flavio Soriga

Un’ amica mi ha detto che Soriga dal “vivo” non è molto simpatico, che si da un pò di arie. In effetti non è mai una cosa gradevole, tuttavia, come biasimarlo: io mi do arie per il fatto di leggerlo, posso capire che lui si vanti di scrivere come sa fare. Eppure a questo libro ha creduto meno… sempre scritto bene, ma lontani dalla magia di Sardinia blues, da quel particolare mix di musica e polvere. Si lascia leggere, ma attendo qualcosa di nuovo.

La notte nell’isola

Tutta la notte ho dormito con te
vicino al mare, nell’isola.
Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno,
tra il fuoco e l’acqua.

Forse assai tardi
i nostri sogni si unirono,
nell’alto o nel profondo,
in alto come rami che muove uno stesso vento,
in basso come rosse radici che si toccano.

Forse il tuo sogno
si separò dal mio
e per il mare oscuro
mi cercava,
come prima,
quando ancora non esistevi,
quando senza scorgerti
navigai al tuo fianco
e i tuoi occhi cercavano
ciò che ora
– pane, vino, amore e collera –
ti dò a mani piene,
perché tu sei la coppa
che attendeva i doni della mia vita.

Ho dormito con te
tutta la notte, mentre
l’oscura terra gira
con vivi e con morti,
e svegliandomi d’improvviso
in mezzo all’ombra
il mio braccio circondava la tua cintura.
Né la notte né il sonno
poterono separarci.

Ho dormito con te
e svegliandomi la tua bocca
uscita dal sonno
mi diede il sapore di terra,
d’acqua marina, di alghe,
del fondo della tua vita,
e ricevetti il tuo bacio
bagnato dall’aurora,
come se mi giungesse
dal mare che ci circonda.

(Pablo Neruda)

Scented Vanilla

Un paio di settimane fa mi hanno regalato un profumo, per il mio onomastico. Trovo complicato regalare un profumo. Quasi impossibile regalarlo a me. Occorre presumere gli accordi fra la fragranza e la pelle della persona cui è destinata ed è un’ accortezza che quasi nessuno ha. Per me scegliere un profumo, oppure accettarlo, è uno struggimento di prove, di “assaggi”, di tempo lasciato passare, di ritorni, di abbandoni… ma se è il MIO, la giusta fusione fra il mio odore ed una fragranza, lo riconosco immediatamente… un istante x lasciar evaporare l’alcool, ed è come dovrebbe essere, come voglio che sia.
Sono tornata in profumeria x dare una possibilità al profumo regalatomi provandolo sulla pelle, oppure sostituirlo. La seconda. Sono uscita con un olio solare che promette meraviglie e una lozione corpo alla vaniglia, tutto Ligne St. Barth. Conosco molto bene la lozione, mio antico (non proprio) amore: una base di olio di avocado x scivolare sulla pelle e sulle piccole ansie di ogni giorno e un profumo di coccole, di torta di mele, di legno, di gentilezza. La spalmo chiedendo indulgenza ad Amande, che guarda e non commenta. Brilla la pelle al contatto con l’olio… potrei diventare sirena. Poi il naso si abitua, resta la pelle vellutata ed inizia la giornata, ma basta un movimento più deciso, una passeggiata, un pò di sole o un pò di sogno che mi scaldi e ricomincia la magia, gentile dominio del corpo e dei sensi.

Vi piace mangiare con le mani?

Crostata con marmellata di arance e mousse al cioccolato

Tempi
1H.30
Ingredienti
per la pasta frolla:
300 g di farina
150 g di burro morbido
150 g di zucchero
2 tuorli
2 cucchiai d’acqua fredda
1 pizzico di sale
la buccia grattugiata di 1 arancia bio

per farcire:
4 cucchiai di marmellata di arance, al caffè*
2 uova
25 g di zucchero
200 g di cioccolato fondente al 50%
100 g di burro

In un’ampia ciotola, setacciare la farina, unire il burro tagliato a dadini e, con la punta delle dita, sfregare in maniera tale che la farina assorba bene il burro. Aggiungere gli altri ingredienti, impastando leggermente, sempre con la punta delle dita. Raccogliere il tutto, compattando bene, avvolgere nella pellicola trasparente e lasciar riposare al fresco per mezz’ora.

Intanto, preparare la farcia: sciogliere a bagnomaria il cioccolato con il burro e lasciar intiepidire. Con l’aiuto di uno sbattitore elettrico, alla massima velocità, montare le uova con lo zucchero fino a farle triplicare di volume (dovrà risultare un composto fermo e ben sodo). Molto delicatamente, con l’aiuto di un spatola, incorporare il composto di cioccolato, con movimenti circolari dall’alto verso il basso. Conservare al fresco. Riprendere, quindi, la pasta frolla e, aiutandosi con un po’ di farina, stenderla e formare un disco spesso 4-5 mm.

Con questo, foderare uno stampo da 26 cm di diametro, leggermente imburrato ed infarinato. Con i rebbi di una forchetta, bucherellare la pasta in più punti ed infornare a 180 gradi per 10 minuti. Quindi, estrarre lo stampo, ricoprire la base della crostata con la marmellata e completare con la mousse al cioccolato. Livellare bene con una spatola ed infornare per altri 30 minuti.

Suggerimenti

Lasciar raffreddare prima di servire.

*sarebbe preferibile utilizzare una marmellata biologica, oltre al fattore biologico, appunto, è decisamente più buona, più naturale e meno zuccherina (e in questa crostata si gioca molto di contrasti)!

(www.esperya.com – Ricette)

[…] Con ogni uomo viene al mondo qualcosa di nuovo che non è mai esistito, qualcosa di primo e unico. “Ciascuno in Israele ha l’obbligo di riconoscere e considerare che lui è unico al mondo nel suo genere, e che al mondo non è mai esistito nessun uomo identico a lui: se infatti fosse già esistito al mondo un uomo identico a lui, egli non avrebbe motivo di essere al mondo (e qui ci sarebbe da parlarne un attimo…). Ogni singolo uomo è cosa nuova nel mondo e deve portare a compimento la propria natura in questo mondo. Perchè, in verità, che questo non accada è ciò che ritarda la venuta del Messia (e anche qui… due chiacchere…)”. Ciascuno è tenuto a sviluppare e dar corpo proprio a questa unicità e irripetibilità, non invece a rifare ancora una volta ciò che un altro – fosse pure la persona più grande – ha già realizzato. Quand’era già vecchio e cieco, il saggio Rabbi Bunam disse un giorno: “Non vorreri barattare il mio posto con quello del padre Abramo. Che ne verrebbe a Dio se il patriarca Abramo diventasse come il cieco Bunam e il cieco Bunam come Abramo?”. La stessa idea è stata espressa con ancora maggior acutezza da Rabbi Sussja che, in punto di morte, esclamò: “Nel mondo futuro non mi si chiederà:’Perchè non sei stato Mosè?’; mi si chiederà invece:’Perchè non sei stato Sussja?’ “[…]

(Il Cammino dell’Uomo – Martin Buder)

Ovvero ciò che sto leggendo in bagno in ufficio…. e che probabilmente finirò entro sera !!!!  Poi passiamo alla Costituzione Italiana.