[…] Con ogni uomo viene al mondo qualcosa di nuovo che non è mai esistito, qualcosa di primo e unico. “Ciascuno in Israele ha l’obbligo di riconoscere e considerare che lui è unico al mondo nel suo genere, e che al mondo non è mai esistito nessun uomo identico a lui: se infatti fosse già esistito al mondo un uomo identico a lui, egli non avrebbe motivo di essere al mondo (e qui ci sarebbe da parlarne un attimo…). Ogni singolo uomo è cosa nuova nel mondo e deve portare a compimento la propria natura in questo mondo. Perchè, in verità, che questo non accada è ciò che ritarda la venuta del Messia (e anche qui… due chiacchere…)”. Ciascuno è tenuto a sviluppare e dar corpo proprio a questa unicità e irripetibilità, non invece a rifare ancora una volta ciò che un altro – fosse pure la persona più grande – ha già realizzato. Quand’era già vecchio e cieco, il saggio Rabbi Bunam disse un giorno: “Non vorreri barattare il mio posto con quello del padre Abramo. Che ne verrebbe a Dio se il patriarca Abramo diventasse come il cieco Bunam e il cieco Bunam come Abramo?”. La stessa idea è stata espressa con ancora maggior acutezza da Rabbi Sussja che, in punto di morte, esclamò: “Nel mondo futuro non mi si chiederà:’Perchè non sei stato Mosè?’; mi si chiederà invece:’Perchè non sei stato Sussja?’ “[…]

(Il Cammino dell’Uomo – Martin Buder)

Ovvero ciò che sto leggendo in bagno in ufficio…. e che probabilmente finirò entro sera !!!!  Poi passiamo alla Costituzione Italiana.

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