Sai cosa scriverei all’ingresso di una clinica, di un ospedale, di un ambulatorio ? “Solo il dolore insegna cos’è la vita senza il dolore”. Trovo straordinaria la quantità di energia che la gente utilizza per affrontare questi piccoli malesseri transitori. E la facilità che tutti hanno di chiudere gli occhi davanti ai grandi dolori indomabili. Non è una condanna, la mia. E’ piuttosto uno stupore. Come se voi camminaste su un mare infuocato di pena, sopra piccoli ponti barcollanti. E vi preoccupaste di chi passa prima, di chi vi sorpassa, di chi non vi saluta con la necessaria deferenza o gerarchia. Certo se guardaste sempre l’abisso ai vostri piedi non camminereste più. Ma almeno rendetevi conto di dove siete, siete marinai. Rendetevi conto della vostra provvisoria e minacciata libertà che sarebbe felicità per uno come me. Ma forse, se io guarissi, dopo un mese sarei come tutti voi. Farei l’elemosina a uno su cento. Asciugherei il sangue del mondo con la mia carta di credito. Oppure soffrirei per seri motivi come Febo. Una volta gli rigarono la macchia che sembrava che gli avessero asportato un rene.

(Achille piè veloce – Stefano Benni)

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