Bothanica

Venerdì sera sono andata a vedere Bothanica, il nuovo spettacolo dei Momix, all’Arena Giardino. Due ore circa, indescrivibili, nel senso che faceva talmente freddo da non riuscire a parlare. Alla fine ci hanno sbrinato a uno a uno, ma per qualcuno non c’è più stato nulla da fare… credo sia stato seppellito seduto, con poltrona e tutto il resto. Avevo accanto una ragazza, con un grazioso abitino senza maniche: alla fine dello spettacolo era blu. Anche i suoi occhi erano blu, ma penso che il blu della pelle avesse altre origini. L’ho toccata per sapere se si sentiva bene, ma s’è sbriciolata… allora ho guardato se mi aveva visto qualcuno, poi col piede ho spinto i cocci sotto la poltrona… Ma non andiamo fuori tema.

Moses Pendleton è qualcosa più che geniale. Lo spettacolo prende spunto dalla natura, come suggerisce il nome (anche se… con due “t”… vabbè) e percorre le quattro stagioni, partendo dall’inverno (di cui è rimasto il clima per tutto lo spettacolo…). Semplicemente magico. Un uso dei corpi assolutamente inaspettato. Coreografie e costumi oltre lo stupefacente. I corpi, i corpi soprattutto colpiscono, corpi umani tavolta esposti come tali, quasi nudi, bellissimi, talvolta trasformati in qualcosa di completamente diverso: una roccia, una pianta, un fiore, un insetto, talvolta uniti in abbracci impossibili, sensualissimi, a creare un’unico corpo e poi di nuovo a trasformarsi. E quando alla fine questi 10 ragazzi escono a salutare e ringraziare il pubblico tu li guardi e ti chiedi come sia possibile che degli esseri umani riescano a fare tutto questo… e in fondo non ci credi che eran loro quelli di prima.

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