18 Marzo 1968

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi.

Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.

(Robert Kennedy)
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Amatriciana

Tempi

60 minuti circa

Ingredienti

Bucatini o Spaghetti
Guanciale
Pomodori maturi
Cipolla
Olio Extravergine d’oliva
Peperoncino
Pecorino semistagionato o Ricotta Stagionata
Sale

L’amatriciana è buona senza cipolla, con poco Pomodoro a Filettoni cotto a parte, nel grasso del guanciale rosolato e sfumato con poco Vino Bianco. Il Peperoncino è facoltativo, e comunque va usato sempre con parsimonia. Il Pecorino è bene che sia Semistagionato, non molto salato.

Comunque, se ci mettete poca cipolla, rosolata a parte, sempre nel grasso del guanciale rosolato, ed a cipolla quasi cotta unite dei filettoni o cubetti di buon pomodoro spellato, senza semi, maturo ma sodo, e saltate la pasta, condendo il tutto con pecorino semistagionato o, anche con Ricotta Stagionata, ottenete un piatto stupendo  che vi farà sognare.

Così come si sogna con tutti i piatti della nostra tradizione, sempre viva e sempre ricca, mai uguale, neanche a se stessa, neanche in un piatto di Amatriciana.

(www.esperya.it)

Siddharta – Hermann Hesse

Non credo di poter dire o aggiungere nulla a quanto è già stato detto su questo libro. Ora che l’ho finito, penso valga la pena leggerlo. Mi limito a trascriverne un paio di passaggi che ho trovato “miei”:

[…] Così puntava alto e senza riguardo, odiando se stesso, disprezzando se stesso, incassava migliaia, perdeva migliaia, si giocava il denaro, si giocava i gioielli, si giocava una casa di campagna, guadagnava di nuovo, perdeva di nuovo. Quell’ansia, quell’ansia terribile e opprimente ch’egli provava durante il lancio dei dadi, durante la sospensione d’attesa per le alte puntate, quell’ansia era ciò che egli amava e cercava sempre di rinnovare, sempre di intensificare, di stimolare sempre più acutamente, poichè solo in questo sentimento egli sentiva ancora qualcosa di simile alla felicità, qualcosa di simile all’ebbrezza, qualcosa che assomigliasse a intensità di vita in mezzo alla sua esistenza sazia, tiepida, grigia.[…]

[…] Ascolta caro, ascolta bene ! Il peccatore ch’io sono e che tu sei è peccatore, si, ma un giorno sarà di nuovo Brahma, un giorno raggiungerà il nirvana, sarà Buddha. E ora vedi: questo “un giorno” è illusione, è soltanto un modo di dire ! Il peccatore non è in cammino per diventare Buddha, non è coinvolto in un processo di sviluppo, sebbene il nostro pensiero non sappia rappresentarsi le cose diversamente. No, nel peccatore è, già ora, oggi stesso, il futuro Buddha, il suo avvenire è già tutto presente, tu devi venerare in lui, in te, in ognuno il Buddha potenziale, il Buddha in divenire, il Buddha nascosto. Il mondo […] non è imperfetto, o impegnato in una lunga via verso la perfezione: no, è perfetto in ogni istante, ogni peccato porta già in sé la grazia, tutti i bambini portano già in sé la vecchiaia, tutti i lattanti la morte, tutti i morenti la vita eterna. Non è concesso all’uomo di scorgere a che punto sia il suo simile della propria strada: in briganti e in giocatori d’azzardo si cela il Buddha, nel Brahmino può celarsi il brigante.[…] Ho appreso nell’anima e nel corpo, che avevo molto bisogno del peccato, avevo bisogno della voluttà, dell’ambizione, della vanità, e avevo bisogno della più ignominiosa disperazione,  per imparare la rinuncia a resistere, per imparare ad amare il mondo, per smettere di confrontarlo con un certo mondo immaginato, desiderato da me, con una specie di perfezione da me escogitata, ma per lasciarlo, invece, così com’è e amarlo e appartenergli con gioia. […]

Etra Etro – Eau de Toilette

Il mito greco è sempre bifronte. Etro diventa Etra, la regina che si fece ancella di Elena, la donna più bella del mondo. Il pimento, pepe giamaicano, addolcisce il morso stemperandosi nel geranio e nel sandalo indiano. Un pizzico di petali di rosa e un epigramma antico si traduce in versi di moderno narcisismo. Per sognare un amore perfetto, appassionato e leggero.

(Tutto questo immagino per giustificarne il prezzo,  ma mi piace moltissimo)

[…]

Potrei illudermi, credere di esser bella, di appartenere alla categoria delle donne belle e ammirate, perchè davvero tutti mi guardano. Ma io so che non si tratta di bellezza, ma di qualcos’altro, di qualcosa di diverso, che appartiene forse allo spirito. Sono come voglio apparire, anche bella se gli altri lo vogliono, o carina, carina diciamo per i familiari, per loro e basta, insomma posso diventare come gli altri vogliono che sia. E crederci.  Anche credere che sono affascinante. Dal momento che lo credo so anche farlo diventare vero agli occhi di chi mi vede e desidera che io sia di suo gusto. Così, in tutta onestà, posso essere affascinante anche se mi ossessiona sapere che mio fratello è condannato a morte […]

Ho imparato già qualche cosa. So che a far bella una donna non sono né i vestiti, né le cure di bellezza, né il prezzo degli unguenti, né la rarità e il valore intrinseco degli ornamenti. So che il problema è un altro, ma non so quale sia. Non è quello che credono le donne. Le guardo, nelle vie di Saigon o nelle località sperdute della savana. Ce ne sono di bellissime, bianchissime, tutte curano molto il loro aspetto, soprattutto nei posti sperduti. Non fanno nulla, cercano di mantenere la loro bellezza, di conservarla, per l’Europa, per gli amanti, per le vacanze in Italia, per le lunghe ferie di sei mesi ogni tre anni […] Si agghindano per niente. Si risparmiano. Nell’ombra delle ville si conservano per dopo, credono di vivere in un romanzo, con i grandi armadi pieni di vestiti da non saper che farne, e che esse collezionano, come collezionano la fuga di quei giorni d’attesa […]

Questo mancare delle donne a se stesse sempre l’ho sentito come un errore.

Non c’era da attirare il desiderio. Il desiderio era in colei che lo provocava o non esisteva. C’era fin dal primo sguardo o non era mai esistito. Era l’immediata intesa sessuale tra due persone o non era niente. Anche questo l’ho saputo prima dell’esperimento.

(L’Amante – Marguerite Duras)

Zone Umide – Charlotte Roche

Delusione, delusione, delusione. E anche un discreto schifo.  Ero convinta si trattasse di mettere ironicamente una luce negli “angoli bui” (e umidi), ma nulla di tutto ciò. Solo l’elenco di x se abbastanza triste delle manie sessual/(anti)igieniche della protagonista evidentemente rimasta bloccata nel triangolo delle fasi orale, genitale, anale. Non l’ho trovato nemmeno curioso.