E se quando piove…

Piove. Ed è tutto un correre a ripararsi. Gente che striscia lungo i muri, gente aggrappata agli ombrelli, a schivar pozzanghere.  Tutti a proteggere vestiti, trucchi e pettinature, perchè c’è sempre un dopo a cui pensare. Difficile staccarsi dal dopo. Tempo fa ho visto un grosso incidente in autostrada: le macchine distrutte, i corpi allineati sull’asfalto coperti da teli. Pioveva. Le macchine sfilavano lente accanto alla scena. “Maddio poverini”. “Poverini” perchè erano morti, “maddio”, ne sono certa, perchè pioveva su di loro, come se il fatto di bagnarsi potesse in qualche modo peggiorare la loro condizione. Difficile staccarsi dal dopo.

Io un giorno ci voglio provare: voglio fermarmi sotto la pioggia, chiudere gli occhi e sentirla che mi scende addosso. Voglio fregarmene dei vestiti, dei capelli, del dopo. Voglio sentirmi l’adesso sulla pelle, lavarmi via le responsabilità. La pioggia è acqua… quasi sempre.

Un pensiero su “E se quando piove…

  1. ti consiglio di farlo,
    ogni tanto fermarsi ad assaporare l’attimo serve a riconsiderare tutto.
    siamo talmente circondati dal superfluo, da nn dare + importanza alle cose importanti

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