XVII Sonetto

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.

T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

(Pablo Neruda)

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Lui e Lei

Lui e lei s’incontrano nel giorno mentre la città d’attorno sembra nuova.
Lui e lei riscoprono le cose che credevano perdute nella noia.

Tutto il piacere di sentirsi chiedere la propria breve vita,
la frase conosciuta, la storia già narrata.

Lui e lei, a leggere i poeti che nessuno al mondo poi leggerà mai.
Lui e lei, riempire di sospiri lunghe pause di pensieri mentre il suono del silenzio li accompagna…

Lui e lei s’incontrano d’accordo nel consueto vecchio posto d’ogni giorno.
Lui e lei ritrovano ogni cosa che già il tempo ha ricoperto con la noia.

Ed ogni giorno ormai sentirsi raccontare la storia conosciuta,
la frase risaputa, la propria morta vita.

Lui e lei, a leggere un giornale, camminando lungo il viale verso casa.
Lui e lei, riempire di pensieri, lunghe pause piene d’ira mentre il vuoto del silenzio li accompagna…

(Francesco Guccini)

Napoli

Noi a Napoli mangiamo solo pizza e spaghetti. Infatti tenimmo ‘o fegato ch’é rovinato a furia di pizza e spaghetti… E’ vietato proprio mangiare altre cose, nun se po’ magna’ niente. Una volta tornai a casa all’ improvviso, bussai alla porta e sentett’ tutto nu rumore ‘e piatti. Poi sentett’ a mio padre che diceva << Chi è ?>>. <<So’ Massimo>>. E mio padre: <<Meno male ca si tu, trase. Stévemo magnando ‘e gnocchi.>>

(Massimo Troisi)

Sono felice

Questa volta lasciami

essere felice,

non è successo nulla a nessuno

non sono in nessun luogo,

semplicemente

sono felice

nei quattro angoli

del cuore, camminando,

dormendo o scrivendo.

Che posso farci, sono

felice,

sono più innumerabile

dell’erba

nelle praterie,

sento la pelle come un albero rugoso,

di sotto l’acqua,

sopra gli uccelli,

il mare come un anello

intorno a me,

fatta di pane e pietra la terra

l’aria canta come una chitarra.

(Pablo Neruda)